Tutti ormai sappiano che il detentore del “ chi siamo”, “ da dove o da chi deriviamo” è il DNA, ma più volte discusso è stato il tramandare da genitori a figli anche le “abitudini, gli stili di vita, gli atteggiamenti o alcune patologie che, solo se influenzate dall’ambiente e dal modo di vivere, vengono ad essere esacerbate, portate allo scoperto.

Il DNA non è l’unica informazione genetica tramandata dai genitori ai figli. Lo confermano anche gli studi dei ricercatori del Max-Planck-Institut per l’immunobiologia e l’epigenetica a Friburgo, in Germania.

Si sono raccolte prove rigorose del fatto che anche le “istruzioni epigenetiche”, di alcune proteine e non , che all’interno delle cellule regolano l’ESPRESSIONE genica ( processo attraverso cui l’informazione contenuta in un gene (responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari di DNA che contiene un messaggio ) viene convertita in una macromolecola funzionale senza che sia alterata la sequenza del DNA.

Tutto questo , pur non modificando in alcun modo la sequenza del DNA, può essere trasmesso alla prole. Il risultato mostra in particolare che la memoria epigenetica è essenziale per lo sviluppo e per la sopravvivenza delle nuove generazioni.

È stato un dibattito durato molti decenni: nella visione tradizionale, le modificazioni epigenetiche – dovute all’interazione dell’individuo con l’ambiente che lo circonda, compresi per esempio i suoi stili di vita e la sua alimentazione, non possono oltrepassare il confine tra le generazioni.

In sostanza, fino a pochi anni fa si riteneva che tutte le regolazioni epigenetiche venissero azzerate durante lo sviluppo dello spermatozoo e della cellula uovo, ma non è così!

Molti studi hanno dimostrato che alcune informazioni epigenetiche sono trasmesse alla discendenza, ma finora non era chiaro quali effetti potesse avere questo processo.

L’ambiente esterno, inteso come ciò che mangiamo, quello che respiriamo, come viviamo, lo stesso grado di scolarizzazione o di vivibilità del territorio in cui viviamo, può modificare “Il vissuto” di un soggetto e quindi la sua epigenetica tanto da determinare delle modificazioni di strutture che, normalmente, sono deputate a mantenere la trasmissione di ogni singolo carattere ereditabile.

Secondo uno dei dogmi classici della biologia, l’insieme dei caratteri ereditari trasmessi dai genitori alla prole non comprende i tratti acquisiti nell’interazione con l’ambiente. Questo avviene perché la molecola di DNA, che codifica i caratteri genetici, è determinata alla nascita e non subisce l’influenza dell’esperienza dell’individuo (© George Steinmetz/Corbis). Negli ultimi decenni, però, questa visione è stata modificata in base ai risultati degli studi sull’epigenoma, cioè l’insieme delle regolazioni dell’espressione dei geni, che cambia nel tempo per effetto degli input ambientali e in parte viene trasmesso di generazione in generazione.


Un ruolo simile lo ha svolto anche il Coronavirus COD19, virus influenzale , di cui abbiamo parlato anche nel precedente articolo, che ha modificato il suo Genoma iniziale per adattarsi al “nuovo ambiente” occidentale ed umano ( un Gemona con caratteristiche epigenetiche diverse dall’animale pipistrello-ospite e dall’ individuo orientale). Come tutti i virus, anche questo muta e cerca di cambiare aspetto per essere in equilibrio con il sistema immunitario ospite“

Addirittura lo stress è ereditabile!

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha dimostrato un rapporto di causa-effetto tra il cambiamento di espressione dei miRNA ( messaggeri dell’informazione genica) e la risposta allo stress della prole. In questo nuovo studio gli autori hanno iniettato nove miRNA in zigoti di topo e li hanno poi impiantati nell’utero di femmine normali. Una volta nati e diventati adulti, i piccoli di topo hanno mostrato una risposta aumentata allo stress.

Il gruppo di ricercatoro di Bale aveva mostrato che sottoponendo i topi maschi a uno stress, per esempio esponendoli all’odore di urina di un predatore, la prole mostrava di avere una risposta allo stress molto accentuata.

E l’obesità? Non poteva certo mancare la mia particolare attenzione sull’epigenicità dell’obesità.

Una dieta scorretta che porti all’obesità e al diabete di tipo 2 fa sì che la predisposizione allo sviluppo di queste due malattie venga trasmessa alla prole attraverso i cosiddetti fattori epigenetici, che si accumulano negli ovociti e negli spermatozoi dei genitori.

Come dimostrato da un gruppo di ricercatori dell’istituto di genetica sperimentale dell’Helmholtz Zentrum München a Neuherberg, sI può parlare, quindi , di l’obesità legata a fattori epigenetici, ossia ad alterazioni che influenzano l’espressione genica senza che sia cambiata la sequenza del DNA


Questi fattori, sono stati trasmessi ai figli da genitori diventati obesi a causa di una dieta scorretta.

Concludiamo dicendo che L’Epigenetica è quella scienza che studia la trasmissione di caratteri ereditabili ma che non provengono da modifiche del patrimonio genico. Caratteri che si acquisiscono per adattamento all’ambiente in cui quel soggetto vive.

 

 

Pubblicato su Il Mediano

logo sinuMembro della Società Italiana di Nutrizione Umana

Normalmente non facciamo caso a quanti grassi mangiamo ogni giorno a causa del modo errato in cui cuciniamo i cibi. Eppure basterebbe fare solo un po' di attenzione al modo di cucinare alcuni piatti e, come per magia, anche un alimento che pensavamo fosse vietato potrebbe trasformarsi in un cibo sano, in grado di garantirci una vita più salutare.

Dottoressa Teresa ESPOSITO

Corso Italia, 2 - 80049 Somma Vesuviana (NA) - Centro Direzionale di Napoli, Edificio F3 5° Piano int. 10 - 80143 Napoli (NA)
Tel. (+39) 081.8992498 Cell. (+39) 349.8416407