congressoSINU 3Nell'ambito del XXXVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana - SINU, che si è tenuto a Firenze dal 2 al 4 dicembre 2015, sono stati presentati i lavori "Terapia dietetica ed ictus" e "Intolleranza al lattosio e tiroiditi".

 

 

 

 

Nell'ambito del 4° Corso ECM "L’Ictus Ischemico" che si terrà il 28 maggio 2015 presso il Seminario Vescovile di Nola, la Dott.ssa Teresa Esposito terrà un intervento in qualità di relatore dal titolo "Alimentazione, DNA e malattie vascolari: ruolo della nutraceutica".

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Ecco la mia presentazione al World Congress on Debates & Consensus in Bone, Muscle and Joines Desaes (BMJD).


Il convegno si è tenuto in Spagna, a Barcellona, dal 19 al 22 gennaio 2012.
BMJD 2012 per accedere al sito ufficiale dell'evento.

 

ll telogen effluvium (TE) è una delle forme più comuni di caduta dei capelli nelle donne. Sono stati identificati molti fattori scatenanti, come stress, farmaci, traumi, malattie endocrine, carenze nutrizionali e stati febbrili. Diversi sono i casi di TE che si sono verificati dopo una grave infezione da Sars-Cov-2 Il TE può essere associato a un’infezione post-grave da Sars-Cov-2.
Si parla di una perdita che sta tra i 100 e i 200 capelli al giorno, a fronte di una condizione normale in cui ne dovrebbero cadere una cinquantina, o comunque mai più di un centinaio nemmeno durante i cambi di stagione.
Sono tante le statistiche raccolte provenienti da tutto il mondo e cominciano ad essere solide.
Il problema della perdita dei capelli riguarda poco più del 30% delle persone guarite dal Covid-19 dopo aver superato una forma grave o gravissima della malattia. I pazienti guariti dall’infezione da COVID 19 riferiscono una copiosa caduta di capelli.

Invitanti tartine per l’aperitivo, il piatto di carpaccio, l’insalata di pasta fredda con mozzarella o una insalata di farro sono sicuramente i piatti più gettonati quando si è tutto il giorno al sole, ma questi freschi piatti estivi possono nascondere moltissimi insidie.

Il caldo dell’ambiente esterno e la preparazione a crudo favoriscono la proliferazione di batteri. Non sono solo i paesi esotici  a farci paura dal punto di vista delle infezioni alimentari,  basta poco per incorrere in una problematica gastroenterica. Nausea, mal di pancia, febbre sono i sintomi preponderanti.

Come si possono quindi evitare le tossinfezioni?

Si parla incessantemente di depurazione e degli infiniti modi per attuarla ma depurarsi è diventata una moda da seguire o è davvero una necessità? Bere 2 litri di acqua al giorno serve davvero? Le farine bianche fanno male? Come possiamo favorire il recupero della nostra forma fisica e dei nostri polmoni dopo che ci siamo guariti dal covid-19?
Il Covid-19 ha aggredito il fisico di tantissime persone e, nonostante molti lo abbiano superato con successo, c’è ancora qualcosa che fa fatica a funzionare: la respirazione.
In una percentuale di casi non indifferente, dopo l’infezione si possono verificare danni polmonari o cardiopolmonari. Quanto siano a lungo termine è ancora difficile stabilirlo, però si è visto che possono durare anche per mesi. Dopo il covid-19 può presentarsi una diminuzione della capacità respiratoria, un impoverimento che si evidenzia con un senso di affanno e stanchezza. Il primo suggerimento è quello di depurarsi in quanto le tossine prodotte dal virus e la parte tossica della “super terapia” adottata per eliminare il virus non hanno certo aiutato i nostri organi depuratori come i polmoni ad espletare un meccanismo di efficace pulizia. La capacità di adattamento dell’organismo è positiva da un lato ma negativa dall’altro: essa impedisce di accorgersi che stiamo mangiando male, fino a quando non si arriva alle emergenze. In questi casi i cibi spazzatura non ci aiutano ed il corpo è capace di adattarsi con reazioni che aiutano a contenere gli effetti ma che possono sortire conseguenze negative a lungo termine. La prima regola consiste nel privilegiare cibi che non fanno innalzare troppo il livello di zuccheri nel sangue, che sono ricchi di fibre, sostanze che favoriscono il lavoro dell’intestino e, dunque, anche della sua azione depurativa, come i cereali integrali. Tutti conosciamo il riso integrale, la pasta e il pane ottenuti da farine integrali ma non sono le uniche opzioni. Esistono anche il mais, la farina d’avena integrale, il farro e l’orzo decorticati, il grano monococco, la segale integrale, il miglio. È importante anche aumentare il consumo di legumi spesso poco presenti nella nostra dieta. Si tratta infatti, di alimenti che riducono la velocità di assorbimento del glucosio e portano un quantitativo elevato di fibre.
Non bisogna poi dimenticarsi di fare un abbondante scorta di verdure, meglio se di stagione e del proprio orto.
Ma come depuriamo i nostri polmoni?

Normalmente non facciamo caso a quanti grassi mangiamo ogni giorno a causa del modo errato in cui cuciniamo i cibi. Eppure basterebbe fare solo un po' di attenzione al modo di cucinare alcuni piatti e, come per magia, anche un alimento che pensavamo fosse vietato potrebbe trasformarsi in un cibo sano, in grado di garantirci una vita più salutare.

Società Italiana di Nutrizione UmanaSIO SOCIETA ITALIANA OBESITASocieta italiana gastroenterologia nutrizione pediatrica

La dottoressa Teresa Esposito è membro della Società Italiana di Nutrizione Umana,
della Società Italiana Gastroenterologia E Nutrizione Pediatrica, della Società Italiana Obesità

Dottoressa Teresa ESPOSITO

Corso Italia 3, Parco Rosmary Palazzo n. 2, SCALA B - Piano Terra 80049 Somma Vesuviana (NA)
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